In questo contributo esaminerò due diversi aspetti del primo stasimo dell'Antigone di Sofocle: da una parte il valore di alcuni termini-chiave utilizzati da Sofocle per offrire la sua lettura ambivalente delle capacità e dei limti umani; dall'altra l'uso che Hans Jonas fa del primo stasimo quale migliore introduzione sia alla sua valutazione negativa di qualsiasi ruolo eccessivo attribuito ai poteri tecnologici dell'uomo sia alla sua proposta di un nuovo e allargato concetto di responsabilità.